Turismo culturale

La cultura e le tradizioni svolgono un ruolo importante nella società ivoriana. Il paese si suddivide in quattro principali aree culturali (Akan, Gur, Mandingo e Kru) e sessanta gruppi etnici, ciascuno con i propri particolari riti di iniziazione, tradizioni e costumi ancestrali.

GOLI

L’elmo Goli è una maschera a forma di testa di bufalo. Tradizionalmente può essere osservato in occasioni speciali (funerali o feste popolari). Il Goli Nyamien, ad esempio, è il figlio del Dio del paradiso: è anche il padre di kple-kple. Si tratta di una divinità protettiva.

TEMATE

Eseguito da donne giovani e adolescenti, la danza Temate porge onore agli dei per l’abbondanza durante la raccolta del riso. Una danza celebrativa che significa “la più bella” nel dialetto Wobe, il Temate può essere svolto anche durante i funerali.

DIPRI

Originario della nazione Abidji (SIKENSI, area meridionale) e delle città di Yaobou, Gomon, Elibou, Sahué, Badasso. La festa Dipri segna sia la fine sia l’inizio dell’anno.

Questa festa commemora il sacrificio di Bydio, un povero contadino che, per sfuggire alla fame, uccise e tagliò a pezzi il figlio prima di seppellirne le parti. Il giorno successivo, al posto della tomba in cui ha seppellito il figlio, trovò un campo di patate dolci.

BOLOYE

Boloye (BoloÏ) o la “danza dell’uomo pantera” è una danza tradizionale del popolo Senufo, un tempo svolta ai funerali e ai riti sacri di iniziazione. Sebbene la danza sia oggi una celebrazione della cultura Senufo, permane il suo carattere sacro e mitico.

ABISSA

Una festa tradizionale e culturale del popolo N’zima che simboleggia gli ideali di democrazia e di giustizia sociale. Gli N’zima, originari del Ghana, si riuniscono intorno al proprio capo ogni anno alla fine di ottobre per denunciare e confessare pubblicamente le ingiustizie e le cattive azioni mentre entrano nel nuovo anno e chiedono perdono.

Les Fanicos

Ogni giorno circa 375 fanicos (lavandai) si ritrovano nel fiume vicino al Parc du Banco per lavare i panni su grandi pietre appoggiate sopra a pneumatici galleggianti. Il bucato viene steso sulle rocce e sull’erba a formare una lunghissima fila di panni. L’orario migliore per vederli all’opera è quello compreso tra le 10,30 e le 12.00.

Museo Nazionale del Costume di Grand-Bassam

L’edificio, che ospita le collezioni del Museo Nazionale del Costume, ha una struttura metallica e rimovibile importata dalla Francia nel 1893 e fu costruito per ospitare il primo governatore della Costa d’Avorio. Il palazzo fu abbandonato dopo il trasferimento della capitale da Grand-Bassam. Nel tentativo di preservare il patrimonio culturale, valorizzare il costume ivoriano e salvaguardare l’edificio divenuto vecchio dopo l’abbandono dei coloni, il Ministero degli Affari Culturali, guidato dal Sig. Bernard Binlin Dadié, trasformò questo palazzo nell’attuale Museo Nazionale del Costume a partire dal 30 aprile 1981.
Coloro che lo visitano, hanno l’opportunità di vedere ovviamente i costumi tradizionali, quelli da cerimonia e quelli quotidiani, modelli di habitat tradizionali e alcune fotografie che ripercorrono la storia della Costa d’Avorio.
Il 29 Giugno 2012 il Museo è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dall’Unesco.